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	<title>amore Archives - Federica Bertelli - Psicologa a Padova</title>
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		<title>DIPENDENZA AFFETTIVA: SE LA CONOSCI LA EVITI</title>
		<link>https://federicabertelli.it/dipendenza-affettiva-se-la-conosci-la-eviti/</link>
		
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		<pubDate>Sat, 27 Apr 2019 15:58:55 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>La dipendenza affettiva al pari delle altre dipendenze è un assetto comportamentale in cui si “dipende” da un oggetto esterno o in questo caso da una persona per sentirsi vivi, per dare un motivo alla propria esistenza ed esattamente come le altre dipendenze è caratterizzata da: &#8211;  ebbrezza: stato di profondo piacere e benessere in [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">La dipendenza affettiva al pari delle altre dipendenze è un assetto comportamentale in cui si “dipende” da un oggetto esterno o in questo caso da una persona per sentirsi vivi, per dare un motivo alla propria esistenza ed esattamente come le altre dipendenze è caratterizzata da:</p>
<p style="text-align: justify;">&#8211;  <em>ebbrezza:</em> stato di profondo piacere e benessere in presenza della persona, non sperimentabile in altri modi.</p>
<p style="text-align: justify;">&#8211;  <em>tolleranza</em>: quantità sempre maggiore di tempo che si decide di dedicare al partner a discapito di altre relazioni sociali (es. amicali,  familiari, di lavoro) o attività.</p>
<p style="text-align: justify;">&#8211; <em>astinenza</em>: vissuto di profonda necessità ed urgenza quando ci si trova in assenza della persona di riferimento.</p>
<p style="text-align: justify;">La dipendenza affettiva ha come protagonista un individuo che vede nell’altro il suo “tutto”, il <strong>centro del suo mondo</strong> e come tale qualcuno a cui perdonare e <strong>da cui accettare” tutto”</strong> pur di averlo accanto, <strong>pur di non perderlo</strong>. <strong>L’intera quotidianità gira intorno all’altro</strong> in una totale assenza di autonomia ed in un totale stato fusionale. L’individuo sente di esistere, di valere, di <strong>essere felice o triste in base allo stato emozionale del partner</strong> ed ai suoi comportamenti e reazioni. I propri bisogni sono messi da parte a favore di quelli del partner, anzi, si prova addirittura un senso di colpa per il solo fatto di averne.</p>
<p style="text-align: justify;">Qual è l’origine della dipendenza affettiva?</p>
<p style="text-align: justify;">La prima esperienza di dipendenza affettiva fisiologica è quella sperimentata dal bambino che dipende dalla mamma per il soddisfacimento dei bisogni primari. Crescendo egli può recepire il messaggio di non essere degno di attenzioni o che l’unico modo per ottenerne è quello di sacrificarsi per l’altro. <strong>La dipendenza affettiva origina spesso all’interno dell’ambiente familiare</strong> e nelle sue specifiche dinamiche relazionali che hanno portato l&#8217;individuo a costruirsi un’immagine di Sé come di persona inadeguata, indegna di essere amata che cercherà di colmare con atteggiamenti iperprotettivi e controllanti nei confronti del partner. J.L. Herman ha riscontrato che talvolta in queste persone è presente una storia infantile di maltrattamenti fisici e abusi sessuali e D. Miller la presenza di un disturbo Post Traumatico da Stress,  uno specifico evento a valenza “traumatica” che ha inciso fortemente sul valore attribuito a se stessi. Non necessariamente deve trattarsi di un evento oggettivamente eclatante, ma di un evento percepito dal bambino e dal suo mondo come tale (es. l’allontanamento di un genitore per ragioni lavorative o separazione coniugale), che gli fa credere  di non essere degno dell’amore di quel genitore e il senso di colpa per aver fatto qualcosa di sbagliato per contribuire a quell’allontanamento.</p>
<p style="text-align: justify;">Come uscire dalla dipendenza affettiva?</p>
<p style="text-align: justify;">La dipendenza affettiva è un aspetto della persona, non è la persona.  Chi è dipendente affettivamente deve ricordare momenti, che sicuramente ci sono stati, in cui non è stato fragile, in cui è stato inaspettatamente forte e indipendente. Spesso sono proprio queste persone che davanti a qualcuno che soffre o in difficoltà affrontano con lucidità la situazione riuscendo ad aiutarlo. La dipendenza affettiva è un’idea, un paio d’occhiali con cui si è imparato a guardarsi. <strong>Occorre un “lavoro attivo” che trasformi la visione di se stessi,</strong> perché il cervello, abituato a seguire sempre i soliti percorsi, se lasciato a se stesso tenderà a fare ciò che ha sempre fatto in virtù di quella che Freud chiamò la coazione a ripetere ovvero la tendenza dell’essere umano a mettere in atto ciclicamente lo stesso copione. Quando si prende consapevolezza di ciò e si decide di cambiare, occorrerà continua presenza, auto-osservazione dei propri comportamenti e delle proprie emozioni per non ricadere nella solita immagine della persona fragile e bisognosa di qualcuno. Sembrerà certamente difficile pensarsi più forti, ma in realtà occorre solo iniziare. <strong>Possono bastare pochi momenti di autonomia vissuti consapevolmente per instillare la percezione della propria naturale capacità di stare al mondo e della propria forza innata.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Di seguito 3 azioni da cui iniziare per sperimentarsi come essere indipendente:</p>
<ul style="text-align: justify;">
<li><strong>Fai qualcosa da solo</strong>: ricavati momenti e spazi in cui non è presente la persona a cui di solito ti appoggi. Attenzione però a non sostituire la persona con un’altra (terapeuta, leader carismatico ecc) o con qualcosa (alcool, droghe, cibo, gioco d’azzardo, attività sportiva eseguita ossessivamente).</li>
<li><strong>Riscopri i tuoi interessi</strong>: ognuno di noi è caratterizzato da un particolare talento, qualcosa che gli riesce bene fare o se non lo si è ancora individuato si può cimentarsi in attività nuove, che mostrino concretamente che la vita è fatta di mille sfaccettature ed ampi orizzonti e solo ci si mantiene disponibili e curiosi.</li>
<li><strong>Stop ai sensi di colpa</strong>: essi rappresentano uno dei maggiori blocchi al cambiamento, sono dei veri e propri paralizzatori. I sensi di colpa fanno sempre parte del modo con cui si guardano le cose: significa che si ha in mente un modello statico a cui aderire e quando non lo si soddisfa ci si sente in colpa. Nella vita tutto è in mutamento, tutto cambia e solo perché fino ad ora ti sei appoggiato a qualcuno per sentire di esistere, non significa che tu debba continuare a farlo per sempre! E il senso di colpa per non essersi permessi di diventare ed esprimere se stessi? Quello è, eventualmente l’unico senso di colpa meritevole di attenzione.</li>
</ul>
<blockquote>
<p style="text-align: center;"><em>Se due individui sono sempre d&#8217;accordo su tutto, vi posso assicurare che uno dei due pensa per entrambi. </em></p>
<p style="text-align: center;"><em>Sigmund Freud</em></p>
</blockquote>
<p><em>Se ti interessa approfondire l&#8217;argomento puoi leggere il mio articolo pubblicato su <a href="http://psiche.org/articoli/dipendenza-affettiva-ri-conoscerla-per-uscirne/">http://psiche.org/articoli/dipendenza-affettiva-ri-conoscerla-per-uscirne/</a></em></p>
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