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	<title>ansia Archives - Federica Bertelli - Psicologa a Padova</title>
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	<title>ansia Archives - Federica Bertelli - Psicologa a Padova</title>
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		<title>MANIA DI CONTROLLO: COSA NASCONDE?</title>
		<link>https://federicabertelli.it/mania-di-controllo-cosa-nasconde/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[ideasmart]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 14 Aug 2019 11:51:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[ansia]]></category>
		<category><![CDATA[controllo]]></category>
		<category><![CDATA[mania]]></category>
		<category><![CDATA[paura]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Provare a tenere tutto sotto controllo è in realtà un tentativo di “rimediare” simbolicamente alla situazione in cui si è sentito di non averne. Paradossalmente sono proprio queste persone che si imbattono con maggiore frequenza in partner o circostanze difficili da tenere sotto controllo, come se inconsciamente volessero rivivere la situazione originaria in cui si sono sentiti impotenti ma decidendo loro il “finale”, un altro finale.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">A tutti è capitato di sentire il bisogno di controllare qualcosa o qualcuno: l’aver chiuso la porta di casa o dell’auto, aver spento il gas, aver adempito correttamente alle proprie mansioni lavorative oppure ancora al monitoraggio dell’ambiente circostante, di una o più persone.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Cosa differenzia una normale tendenza al controllo  da una vera e propria mania di controllo?</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>La differenza </strong>è data dalla<strong> quantità </strong>ed dal<strong> modo </strong>in cui si manifesta tale controllo.</p>
<p style="text-align: justify;">Se ciò avviene occasionalmente, magari durante periodi stressanti o in cui ci si sente maggiormente vulnerabili si può verosimilmente pensare ad un comportamento temporaneo, di passaggio che non influisce nella qualità della vita quotidiana. Diversamente, <strong>se è un comportamento che si manifesta regolarmente in uno o più ambiti della propria vita in modo intenso, sistematico influenzandone la qualità, possiamo pensare ad un tratto caratteriale piuttosto strutturato ed invalidante. </strong></p>
<p style="text-align: justify;">Cosa induce una persona a voler controllare tutto e/o tutti?</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Sicuramente possiamo affermare che dietro la mania di controllo c’è il bisogno di sicurezza.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Chi controlla il partner, o cerca di controllare eventi, circostanze o manifesta eccessiva rigidità dinanzi a programmi prestabiliti cela aspetti di <strong>insicurezza</strong>. Sentirsi insicuri verso le proprie capacità, o verso le proprie capacità di riuscire a tollerare e provare certe emozioni porta a voler controllare il mondo esterno.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>“Se non posso controllare il mio mondo interno, cercherò di controllare quello esterno”</strong>, pensa la persona con manie di controllo.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Tra i fattori che hanno contribuito a questa insicurezza personale </strong>possiamo pensare a situazioni in cui la persona si è sentita <strong>impotente, senza possibilità di agire. </strong>Questo può aver dato origine al<strong> senso di colpa, al sentirsi responsabili di quanto accaduto </strong>ed a far tutto quanto necessario affinché tale evenienza non si ripeta. Non sempre e non solo si tratta di eventi traumatici, spesso possono essere anche situazioni di lieve entità ma reiterate nel tempo o accadute nei primi anni di vita dove i sistemi emotivo e cognitivo non sono ancora “attrezzati” ad elaborare, a dare un senso a quanto sta accadendo e quindi a rispondere in modo funzionale. L’individuo, divenuto ormai adulto, vede nel controllo la sua protezione.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Provare a tenere tutto sotto controllo è in realtà un tentativo di “rimediare” simbolicamente alla situazione in cui hanno sentito di non averne. Paradossalmente sono proprio queste persone che si imbattono con maggiore frequenza in partner o circostanze difficili da tenere sotto controllo, come se inconsciamente volessero rivivere la situazione originaria in cui si sono sentiti impotenti ma decidendo loro il “finale”, un altro finale.</strong></p>
<blockquote>
<p style="text-align: center;"><em>“Il solo potere al quale un uomo deve aspirare è quello che egli può esercitare su se stesso.”</em><br />
<em>(Elie Wiesel)</em></p>
</blockquote>
<p style="text-align: justify;">Cosa accade a livello fisico quando si controllare tutto?</p>
<p style="text-align: justify;">Naturalmente questi comportamenti di controllo comportano un importante dispendio energetico che si traduce spesso in <strong>stanchezza</strong>. Il tenere sempre la soglia di vigilanza ad un livello elevato porta a lungo andare all’innalzamento dei livelli di cortisolo, adrenalina e noradrenalina, ormoni prodotti dal surrene su impulso del cervello;  la combinazione di questi tre elementi <strong>aumenta pressione sanguigna, glicemia e grassi nel sangue </strong>mettendo così a disposizione l’energia di cui il corpo necessita per mantenere alto il livello di vigilanza. In condizioni “normali” la maggiore produzione di cortisolo avviene prima del <strong>risveglio</strong><strong>,</strong> per fornire al corpo l’energia di cui ha bisogno, in caso di stress invece resta alto l’intera giornata comportando un costante livello di attivazione che ostacola il sonno e a lungo andare <strong>modifica il</strong> <strong>ritmo sonno-veglia</strong>, <strong>indebolisce il sistema immunitario</strong> creando terreno fertile per <strong>malattie cardiovascolari.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Quali sono le conseguenze a livello emotivo?</p>
<p style="text-align: justify;">A livello emotivo la ricerca del controllo porta ad una <strong>perdita</strong>. Perdita di tutto ciò che è fuori dalla scaletta prestabilita dal controllore che sarà sempre la stessa fatta di abitudini e schemi. Perdita della spontaneità, della curiosità verso il nuovo, e soprattutto perdita della capacità di adattamento ed emersione delle proprie risorse. Il voler controllare tutto inoltre si declina spesso in varie forme di <a href="https://federicabertelli.it/project/cura-ansia/">ansia. </a>L’<a href="https://federicabertelli.it/come-si-cura-lansia/">ansia</a> in questi casi origina proprio dalla possibilità che le cose non vadano come prestabilito o che la persona non si comporti secondo le aspettative. L’individuo in tali circostanze rischia di trovarsi spiazzato, non sapere come reagire e non riuscire a governare le emozioni che ne derivano proprio perché assolutamente impreparato a farlo.</p>
<blockquote>
<p style="text-align: center;"><em>“Abbiamo paura della vita, ecco perché cerchiamo di controllarla e dominarla.”</em></p>
<p style="text-align: center;"><em>(Alexander Lowen)</em></p>
</blockquote>
<p style="text-align: justify;">La mania di controllo è quindi un blocco: blocco di energia vitale, blocco di esperienza, blocco di creatività, in poche parole <strong>blocco di vita</strong>. Non è controllando ogni cosa che eviterai la sofferenza, ma è <strong>conoscendo, osservando ed elaborando le tue emozioni, i tuoi sentimenti che imparerai a restare, a tollerare la sofferenza e trovare in te le risorse per trasformarla e da essa emergere.</strong></p>
<p>Puoi approfondire l&#8217;argomento ANSIA cliccando ai seguenti link:</p>
<ul>
<li><a href="https://federicabertelli.it/project/cura-ansia/">https://federicabertelli.it/project/cura-ansia/</a></li>
<li><a href="_wp_link_placeholder" data-wplink-edit="true">https://federicabertelli.it/come-si-cura-lansia/</a></li>
</ul>
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		<title>COME SI CURA L’ANSIA?</title>
		<link>https://federicabertelli.it/come-si-cura-lansia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[ideasmart]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 22 Jan 2019 11:09:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[ansia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Curare l’ansia significa dare una risposta ad un sintomo, e questo può essere fatto in tempi relativamente brevi. Guarire dall’ansia significa invece andare all’origine dell’ansia stessa e comprenderne il suo significato simbolico. In questo articolo scriverò di come si cura l’ansia, quindi di come dare una risposta concreta ed in grado di alleviare lo stato [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Curare l’ansia significa dare una risposta ad un sintomo, e questo può essere fatto in tempi relativamente brevi.<br />
Guarire dall’ansia significa invece andare all’origine dell’ansia stessa e comprenderne il suo significato simbolico.</p>
<p>In questo articolo scriverò di come si cura l’ansia, quindi di come dare una risposta concreta ed in grado di alleviare lo stato di attivazione fisiologica che prova chi soffre di ansia.</p>
<p>Penso all’ansia come la sorella minore dell’attacco di panico.<br />
Se l’attacco di panico è improvviso ed intenso, l’ansia è costante e pervasiva.<br />
Se l’attacco di panico non ti avverte prima di venire a trovarti, l’ansia è fedele compagna delle tue giornate.<br />
Chi soffre d’ansia tende ad identificarsi con l’ansia, lo si rivela anche in frasi come “sono ansioso”, segno che l’ansia è diventata una parte della propria identità e filtro per vedere le cose e vivere le giornate.</p>
<p>La prima cosa da fare per curare l’ansia, seppur meno urgente rispetto all’attacco di panico, è imparare a respirare in modo profondo.</p>
<p>Respirare è l’azione più naturale al mondo ma col tempo sempre più persone se ne sono dimenticate trasformandola in un’attività meccanica e superficiale. Questo significa che quando respiri il tuo torace si muove ritmicamente. L’aria rimane quindi a livello alto, non va nel profondo, hai quindi la sensazione che “manchi l’aria” e che il respiro sia corto. La respirazione che produce uno stato di rilassamento è invece la respirazione diaframmatica (con la pancia).</p>
<p>Una cura sintomatica all’ansia è la seguente:</p>
<ul>
<li>Seduto od in piedi assumi una posizione in cui il tuo busto sia eretto per facilitare il passaggio d’aria e l’ossigenazione anche del cervello.</li>
<li>Inspira lentamente col naso partendo dal diaframma fino al torace</li>
<li>Trattieni il respiro per qualche istante</li>
<li>Espira lentamente dalla bocca facendo attenzione che la tua espirazione sia più lunga dell’inspirazione.</li>
<li>Assumi un atteggiamento di cedevolezza, di resa, come le dicessi “sono qui, fai di me quello che vuoi”. Questo stato di apparente passività, di non lotta, porta alla quiete ed al suo attenuarsi lentamente.</li>
</ul>
<p>L’ansia non è una malattia e come tale non è sempre con te. Ci sono momenti in cui non sei ansioso, ci sono momenti in cui sei semplicemente te stesso. In questi momenti di relativa quiete pratica <strong>l’auto-osservazione</strong>.</p>
<p>Osserva, come chi osserva un treno che passa senza salire.<br />
Osserva cosa ti riesce naturale, quali sono le azioni che svolgi con spontaneità, cosa ti piace fare, cosa ti accende, i tuoi interessi, le tue vere passioni.</p>
<p>Qual è il significato della tua ansia?<br />
L’ansia non arriva  a caso, proviene da te, è materiale di tua produzione come qualsiasi altro disturbo.<br />
L’ansia ti fa sentire in un costante stato di oppressione, di soffocamento.</p>
<p>Forse stai vivendo una vita troppo stretta?<br />
Forse ti sei imposto troppe regole, ti dici troppi “devo”  e non ascolti i tuoi “voglio”.</p>
<p>Per approfondimento: <a href="/project/cura-ansia/">Ansia</a></p>
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