“Lo psicoterapeuta deve essere sufficientemente sano, ed aver toccato la malattia, tanto da comprendere quella dell’altro, in particolare la malattia di vivere.”

Freud

Dott.ssa Federica Bertelli – psicologa a Padova

Federica Bertelli

Psicologa Albignasego Padova

  • Laurea Triennale in Scienze Psicologiche della Personalità e delle Relazioni Interpersonali presso Università degli Studi di Padova
  • Laurea Magistrale in Psicologia Clinica presso Università degli Studi di Padova
  • Iscrizione all’Albo degli Psicologi del Veneto nr. 9975
  • Dal 2015 Training psicoanalitico individuale
  • Formazione quadriennale presso l’Istituto Europeo di Ricerche in Psicoterapia Psicoanalitica I.R.E.P. di Padova
  • Membro della Società Italiana di Medicina Psicosomatica
  • Primo Livello Reiki Usui
  • Autrice per psiche.org, il sito di psicologia più famoso in Italia
  • Scrittrice free lance

Mio padre mi racconta spesso di quando all’età di 4 anni mi rimproverò perché avevo tolto tutti i libri dagli scaffali ed io con estrema calma risposi “sto facendo ordine, non sai nemmeno distinguere tra bene e male”.

Mia mamma, per non essere da meno, aggiunge che dicevo anche “non dirmi cosa devo fare perché so già tutto della vita”.

A distanza di anni posso dire che non era vera nessuna delle due affermazioni, ma che senz’altro erano segnali della mia indole introspettiva, della mia precoce ricerca verso il significato ultimo delle cose, verso il mio mondo interno esteso poi a quello degli altri individui. Questo lungo percorso nel quale tuttora sono in cammino mi ha portato a seguire la mia naturale inclinazione convertendola nella professione di psicologa, la mia grande ambizione ora divenuta realtà.

 

 

Assieme ai libri ed ai numerosi convegni e seminari che frequento per continuare ad imparare, i miei più grandi insegnanti sono i miei pazienti.

Ho imparato che la depressione di “Giovanni “non è come la depressione di “Francesca”, che l’ansia di “Giulio” ha cause del tutto differenti dall’ansia di “Luigi” e che per ognuna di queste persone seguirà un approccio differente, ritagliato e cucito appositamente per lui. Negli anni ho compreso che ogni paziente è prima di tutto una persona unica.

Ogni paziente è come il seme di una pianta: va curato lentamente, senza fretta, va guardato dalla giusta distanza con gli occhi di chi confida che presto quel seme diventerà la pianta che è destinato ad essere.

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